Archos Diamond S

Il nuovo dispositivo della gamma Diamond punta tutto sull'octa-core MediaTek MT 6753.

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Redazione
Pubblicato il 16 feb 2016

Cimentarsi con la fascia bassa, quella più agguerrita, ormai non è cosa facile specialmente se parliamo di Android. I produttori asiatici vanno per la maggiore e tenere bassi i costi senza compromettere l’esperienza d’uso è la sfida più grande. Archos, azienda francese, ci ha provato di nuovo con Diamond S, ultimo arrivato della gamma. Archos, inoltre, è tra le poche società che portato in Europa il processore MediaTek MT 6753, octa-core estremamente valido e che, come vedremo in seguito, è stato una scelta vincente.

Archos Diamond S

Archos Diamond S

La confezione di vendita di Diamond S è convenzionale. Divisa in due, da una parte troviamo lo smartphone e dall’altra il caricabatterie da parete da 1 A con porta USB; un paio di cuffie in-ear con un pratico bilancere del volume sul cavo; un cavo dati USB-microUSB oltre alla manualistica per la garanzia e lo schema del telefono e dei suoi tasti. Diamond S viene venduto in Italia a 199,99 euro nelle colorazioni bianco e nero.

Tre cose appaiono subito chiare appena si tiene in mano Diamond S. La prima è che il rapporto tra schemo e dimensioni generali non è ben ottimizzato. Nonostante adotti uno schermo da 5 pollici, Diamond S è grande quanto smartphone come Huawei P8, che integrano un display da 5,2 pollici. Le sue dimensioni sono di 145 x 71,5 x 6,5 mm e pesa 118 g. La seconda cosa che salta all’occhio è l’incredibile somiglianza con la linea Xperia di Sony. La posizione della fotocamera posteriore, la scocca lucida in vetro smerigliato; sono tanti i dettagli che riprendono il design della gamma giapponese. Detto questo, una simile linea in un prodotto di fascia medio-bassa è tutt’altro che una nota negativa. Infine, sia lo schermo che la scocca lucida sono molto sensibili alle ditate. Preparate un panno (come quello per gli occhiali) perché specialmente la colorazione nera ne soffre molto.

Archos Diamond S

Archos Diamond S

In generale, lo smartphone è comodo da tenere in mano, ma si soffre un po’ quando bisogna raggiungere la parte superiore dello schermo, soprattutto quella sinistra. Diversamente da altri produttori, Archos non ha inserito una modalità d’uso a una mano, il che rende un po’ difficile l’uso. Nella parte superiore, si trovano la porta jack da 3,5 mm per le cuffie e la porta USB 2.0. Poco più in basso, la fotocamera frontale da 8 megapixel, la capsula auricolare e il sensore di luminosità. Sotto lo schermo, non troviamo nulla (i tasti di navigazione sono virtuali). Nel lato inferiore, Archos ha integrato il microfono e le due griglie dell’altoparlante. Sul retro, trovano posto in alto la fotocamera da 16 megapixel e un flash LED. La scocca non è rimovibile e, conseguentemente, non lo è neanche la batteria da 2.300 mAh. Il vano per la microSD, che supporta schede di memoria fino a 128GB, è posta sul lato destro; quello per la SIM, in formato micro, sul lato sinistro.

 

 

A livello hardware, Diamond S si difende molto bene. Lo schermo da 5

pollici integra un pannello Super AMOLED a risoluzione HD (1280 x 720,

267ppi). Il sensore di luminosità riesce a tenere sempre buona la

visibilità dello schermo anche all’aperto, riuscendo a riconoscere il

contesto ambientale e a tarare la luminosità di conseguenza. Il SoC integrato è un MediaTek MT6753, un octa-core che sfrutta un solo

chip Cortex A53 da 1,3 GHz. L’unità grafica è una Mali T720. Il SoC è

affiancato da 2GB di RAM e da 16GB di memoria, che scendono a 11,86GB

effettivamente disponibili all’utente. Per quanto riguarda la connettività, Diamond S è compatibile con la rete

veloce 4G LTE (Cat4) e arriva a una velocità di download di 150Mbps e

di upload di 50 Mbps. Presenti connettività Wi-Fi, Bluetooth, GPS

assistito, Glonass e radio FM.

Archos Diamond S

Archos Diamond S

A questo prezzo non si poteva chiedere di più come prestazioni.

Cominciando dallo schermo, Diamond S offre colori molto vivi, neri

profondi e bianchi all’altezza della situazione. Lo schermo è insomma

uno dei migliori che si può trovare in questa fascia di prezzo e sebbene

con questa diagonale sarebbe preferibile un pannello Full HD c’è di che

essere soddisfatti. Il processore è probabilmente la nota più positiva

perché generalmente i produttori tendono a trascurare proprio questo

componente quando devono tagliare le spese. Il Mediatek MT6753 si è

dimostrato estremamente valido e nel corso della nostra prova non

abbiamo mai avuto problemi di fluidità, né di lag nell’apertura delle

app. Giocando a Real Racing 3 di Electronic Arts, un gioco gratuito, il

frame rate rimane stabile. A livello grafico non si raggiunge la

perfezione perché sullo sfondo è visibile un po’ di aliasing e i

dettagli non sono impeccabili. Nel contesto di uno smartphone da 199,99

euro, questo processore è quanto di meno si potesse chiedere. Complice

la RAM da 2GB, l’esperienza utente, che si basa su una versione stock di Android 5.1 Lollipop, è impeccabile.

Archos Diamond S

Archos Diamond S

Anche l’esperienza multimediale è di buon livello. La fotocamera posteriore da 16 megapixel, che può registrare video in Full HD, permette scatti di buonissima qualità. La nota più positiva di questo sensore è la fedeltà cromatica,

anche in condizioni di luminosità molto difficili, come negli interni o

di sera. In questi contesti, il sensore riesce a catturare una buona

quantità di luce e a mantenere fedeli i colori, sebbene si generi

facilmente un certo rumore nelle foto. La messa a fuoco, inoltre, che

già di per sé non è molto veloce, perde molti punti di sera e nei casi

peggiori non riesce a riconoscere l’oggetto da mettere a fuoco. Di giorno, la fotocamera è ottima

e grazie all’elevata risoluzione, il crop dell’immagine mantiene dei

buoni dettagli. Altrettanto positiva l’esperienza con la fotocamera

frontale da 8 megapixel, grazie al quale i "selfie" sono di buona

qualità: le luci artificiali non vengono snaturate e vengono preservati

molti dettagli anche di sera. Nulla da criticare ai video. Sebbene sia

assente uno stabilizzatore ottico, nei nostri test non abbiamo soffero

di video troppo ballerini. Il software è quello predefinito di Google. A

livello audio, la decisione di posizionare la griglia degli

altoparlanti nel lato inferiore anziché sulla scossa posteriore, come

fanno molti produttori, ha permesso di avere un volume sempre alto e di

evitare che certe notifiche potessero essere soppresse. Sia per la

musica che per il vivavoce, il volume e la qualità sono di buon livello.

Infine, anche l’autonomia è stata positiva. Si riesce ad arrivare a un giorno e mezzo (e qualcosa di più)

se si sfrutta poco lo schermo e si alternano Wi-Fi e rete cellulare.

Quando l’uso è più intenso si arriva comunque all’obiettivo giornaliero.

Guardando Diamond S e quanto di buono può offrire, sorge spontanea una

domanda: perché voler spendere 300-400 euro in più quando questo

smartphone offre prestazioni notevoli? Archos è riuscita a produrre uno dei migliori dispositivi in questa fascia di prezzo.

Schermo, fotocamera, prestazioni e autonomia sono tutte di ottimo

livello e l’esperienza stock di Android evita di avere app inutili e

secondarie non disinstallabili.

Statistiche
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Archiviazione
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Batteria
Media di mercato
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