Wind tra Borsa e number portability

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Redazione
Pubblicato il 7 feb 2002

L’amministratore delegato di Wind,

Tommaso Pompei, ai margini di un incontro avuto con i commissari dell’Autorità

Garante sulle Telecomunicazioni, ha parlato del futuro della sua azienda e della

posizione di mercato raggiunta da Wind.

Sulla number portability, argomento

nel quale Wind è molto interessata, Pompei afferma di aver firmato già un accordo,

in tal senso, con Omnitel Vodafone e Tim e di attendere solo il via libera definitivo

dell’Authority su modi di applicazione e prezzi. Pompei ha affermato che il

prezzo da pagare per ogni singolo cliente dipende dalle strategie dell’azienda

e dalla situazione del mercato, ma i clienti più remunerativi, che decidessero

di cambiare operatore, avranno senza dubbio delle condizioni di privilegio.

Detto ciò Pompei si è soffermato

sul collocamento in Borsa di Wind. Finalmente dovrebbe essere tutto pronto per

lo sbarco sul mercato azionario, che potrebbe avvenire entro la fine di marzo,

quanto meno Wind sarà pronta per quella data, poi spetterà agli azionisti decidere

quando partire. Finora sono pervenute ben 19 candidature per il global coordinator

che dovrà seguire il collocamento delle azioni all’estero. Presumibilmente ne

verranno scelti tre. Il collocamento complessivo delle azioni sarà corrispettivo

al 20% del valore totale, con la possibilità di arrivare fino al 25%, ma mai

oltre tale soglia. Il valore totale dell’azienda è di circa 20 miliardi di Euro,

secondo le stime della società finanziaria Morgan Stanley.

Pompei ha poi glissato su France

Telecom, che ha un opzione per passare al 32% dell’azionariato. L’amministratore

delegato dice solo che i francesi hanno ben 30 mesi di tempo per decidere, quindi

non vi è alcuna fretta. Sull’Enel, invece, Pompei conferma che non è stata ancora

decisa quale sarà la quota che questa metterà sul mercato. Oltre a tutto ciò,

però, probabilmente per Wind vi sarà la notifica come operatore con notevole

forza di mercato da parte dell’Autorità Garante, visto che nell’anno 2001 Wind

dovrebbe aver superato la soglia del 25% del mercato totale, ponendosi in quella

fascia che l’Authority deve controllare onde evitare processi di oligopolio

o monopolio.

Pompei, invece, smentisce seccamente

che la propria azienda abbia fatto una politica commerciale aggressiva ed anticoncorrenziale,

anzi, Wind sarebbe uno degli operatori meno aggressivi d’Europa.

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