Vodafone prende il controllo di Vizzavi

R
Redazione
Pubblicato il 2 set 2002

Come annunciato nei giorni scorsi,

Vodafone ha definito il trasferimento del 50% delle azioni del portale mobile

Vizzavi dall’ex partner Vivendi alla stessa società inglese, che così, adesso,

controlla interamente la società. Il costo dell’operazione si è aggirato sui

143 milioni di Euro.

In questo modo Vivendi tira una

boccata di ossigeno, vista la disastrosa situazione finanziaria della azienda

francese. Il consorzio Vizzavi, nato come postilla alla scalata, aiutata da

Vivendi, di Vodafone in Mannesman, ha portato solo dolori alle casse della società

francese, aggravando il buco finanziario e portando Vivendi sull’orlo della

bancarotta. Vodafone adesso potrà trasformare Vizzavi in un vero portale mobile

ed inquadrarlo nel nuovo servizio Vodafone Live, che partirà ad ottobre e consisterà

in una vasta gamma di applicazioni, comprendenti spedizioni di immagini via

mail ed MMS e un servizio simile all’i-Mode nipponico.

L’uscita di Vivendi da Vizzavi

era quasi obbligata, dopo che la joint venture, nata per dominare il mercato

dei portali mobili via Internet, aveva finora fallito nella propria missione,

bruciando, in soli due anni, qualcosa come 800 milioni di Euro. Nell’intesa

sono comprese le varie sussidiarie di Vizzavi in Germania, Italia, Spagna, Grecia,

Olanda, Portogallo e Regno Unito, che passeranno tutte a Vodafone, mentre Vizzavi

France rimarrà a Vivendi, anche se i servizi e lo sviluppo tecnologico andranno

a braccetto con quello dei cugini d’oltremanica e servirà da supporto all’operatore

mobile SFR, controllato da Cegetel, società francese a sua volta detenuta da

Vivendi.

Il piano di risanamento di Vivendi

non finisce con la vendita di Vizzavi, però. A sua volta le pay TV Canal Plus

in Francia e Tele+ in Italia sono in procinto di essere cedute, mentre la stessa

sorte potrebbe essere destinata agli Universal Studios. Dopo l’acquisto di Vizzavi

da parte di Vodafone sono circa 450 i dipendenti dell’azienda in tutta Europa,

senza ovviamente contare la divisione francese rimasta a Vivendi.

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