Verso il futuro con i concept phones di Trium

R
Redazione
Pubblicato il 26 mar 2001

In occasione del CeBIT

2001 Trium ha presentato presso il proprio stand alcuni concept creativi

di cellulari di terza generazione. Questi concept sono il risultato di un progetto

internazionale iniziato nel 1999 e realizzato da alcuni studenti delle più rinomate

scuole di design d’Europa, fra cui il Ravensbourne College of Design and Communication

di Londra.

‘Per noi, il progetto Design School significa lavorare

a stretto contatto con studenti con l’obiettivo di sviluppare nuove idee per

il futuro nel campo della comunicazione mobile. Il design è collegato ai sogni,

ai desideri e alle esigenze delle persone. Noi siamo sempre alla ricerca di

questi aspetti così da essere in grado di rispondere alle eventuali esigenze

del consumatore con nuove idee tecnologiche e di stile’, afferma Nigel Newby,

senior design director di Trium al centro di design di Parigi.

Dopo aver collaborato con la scuola di design Olivier

de Serres di Parigi, lo scorso anno i designer Trium e Mitsubishi Electric Telecom

Europe hanno viaggiato tra Giappone, Francia ed Inghilterra, assegnando poi

a venti studenti del Ravensbourne College il compito di sviluppare uno strumento

di telecomunicazione portatile che, dotato di tecnologia Bluetooth e UMTS, sia

importante per la vita di tutti i giorni.

‘Trium ha scelto di collaborare con il Ravensbourne

College per la passione che la scuola dimostra nei confronti dell’integrazione

del design in ogni campo e delle tecnologie di interazione e comunicazione’,

afferma Toshinori Anzai, design manager degli uffici europeo di Parigi. ‘Siamo

stati stimolati e incoraggiati dalla creatività e dalla passione che gli studenti

hanno messo nel proprio progetto’.

Invece di concentrarsi sull’SMS, gli studenti di

design Kylie Monsma e Eileen Cumming sono andati alla ricerca del MSM, ossia

il ‘Multi-sensory Messaging‘, uno strumento che non solo riceve e trasmette

suoni ed immagini, ma permette anche di sentire e comunicare ciò che veramente

si sta provando. Grazie a questo strumento, simile ad un orecchino, l’utente

ha a disposizione un altoparlante e una clip separabile con mini-display per

guardare, discutere e trasmettere dati. Un piccolo sensore tocca delicatamente

il collo, trasmettendo così messaggi tattili come per esempio calore, freddo

o pressione. Grazie al ‘Memory Cluster‘ – una collana di piccoli segnalatori

di memoria legati insieme – profumi, suoni, tocchi e immagini ricevuti possono

essere immagazzinati e accessibili in qualunque momento lo si desidera.

Bubbles‘ è il nome del concept di comunicazione

che gli studenti di design Henry Holland, Paul Gridley, Siuling Leung e Mark

Murphy presentano. La loro idea di comunicazione mobile è basata su bolle stazionarie

di informazione situate in differenti luoghi e istituzioni della città. Utilizzando

un piccolo display, le persone possono entrare nella rete di informazioni delle

Bubbles, avere accesso a informazioni generali o messaggi privati che sono stati

depositati e lasciare quindi i messaggi per i propri destinatari.

Il ‘Randomiser‘, invece, è uno strumento

di comunicazione e divertimento per ragazzi dai 12 ai 17 anni di età. È talmente

piccolo che può essere indossato al collo come ciondolo. Esso ha uno schermo

bombato sul quale è possibile scorrere dati con il proprio pollice ed un microfono

integrato e un altoparlante. Piccole perle, leggere ed intercambiabili fungono

da memoria. Con questo piccolo strumento di comunicazione, Christina Dobloug

e Nicolas Cole hanno messo i telefoni cellulari di oggi nell’ombra. Il gioco

‘Manhunt’, escogitato da Rory Laing, d’altra parte, è divertimento puro e semplice.

L’utente inizia una partita di caccia attraverso la giungla reale con una piccola

mappa guida, visualizzabile su uno schermo simile a quello di un orologio.

‘Siamo stupiti della quantità di intuizione, creatività

e talento futuristico che i partecipanti mettono nel risolvere il nostro compito’,

afferma Kouji Kodera, marketing manager di Mitsubishi. ‘Poiché è tra gli studenti

che scopriamo designer eccellenti, vicini al sogno dei nostri futuri clienti

più che a quello delle persone della nostra generazione, consideriamo le cooperazioni

regolari e l’istituzione di tirocini molto importanti sia per gli studenti che

per le aziende’. Per gli studenti il progetto significa esperienza lavorativa

in ambienti professionali, in grado di allargare gli orizzonti, lavorare in

team divertendosi e, ai vincitori, di fare un promettente passo verso un brillante

futuro’.

I concept phones

di Trium

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