Troppe le incomprensioni fra Motorola e Psion

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Redazione
Pubblicato il 19 feb 2001

Quando Motorola annunciò il mese scorso

la rottura dell’accordo per lo sviluppo di nuovi super telefoni cellulari con

l’inglese Psion, sono stati in molti gli ingegneri delle due compagnie a tirare

un sospiro di sollievo.

Motorola e Psion stavano lavorando ad un palmare

che potesse funzionare anche da telefono cellulare, ma avevano due visioni completamente

differenti del nuovo prodotto. Motorola voleva un dispositivo di dimensioni

tascabili, mentre Psion immaginava un modello di dimensioni più generose,

ma con un ampio schermo per visualizzare un quantitativo maggiore di informazioni.

I contrasti fra Motorola e Psion mettono ancora

una volta in evidenza le differenze tecniche e culturali fra le aziende del

settore dei telefoni cellulari e quelle dei computer. Se i dirigenti di Motorola

erano preoccupati per il peso e le dimensioni del prodotto e per la durata delle

batterie, in casa Psion si pensava alla potenza di calcolo e alla compatibilità.

Il dilemma ‘maneggievolezza o potenza di calcolo’ ha intralciato non solo i

progetti di Motorola e Psion, ma anche quelli di altri giganti come Microsoft

e Nokia tutte le volte che hanno provato ad interessarsi ad altri mercati.

‘È chiaro che le società di telecomunicazioni

e quelle dei computer sono su due differenti lunghezze d’onda’, commenta Nitesh

Patel, un analista della società britannica Strategy Analytics che segue

la convergenza fra questi due settori. ‘Una delle più forti tensioni

fra noi e Motorola – aveva dichiarato uno dei manager della Psion – era che

noi volevamo un computer che fosse anche un pò telefonino, mentre loro

volevano un telefonino che fosse anche un pò computer’.

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