Tim firma l'accordo per l'acquisto di Blu

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Redazione
Pubblicato il 8 ago 2002

Dopo il via libera della Commissione

Europea, si affrettano i tempi della dismissione del quarto operatore Blu. Tim

ha, infatti, già firmato l’accordo preliminare con gli azionisti di Blu per

l’acquisto del 100% delle azioni della società. Come risaputo fin dal 19 maggio,

data di approvazione del piano di acquisto da parte del Ministero delle Comunicazioni,

la procedura verrà ritenuta valevole solo previa scissione di alcune parti dell’azienda

con conseguente acquisizione delle stesse da parte degli altri operatori mobili

interessati.

In particolare, perché Tim possa

acquisire il 100% delle azioni di Blu, si dovrà assistere all’acquisto di una

parte delle stazioni radio da parte di Vodafone Omnitel, della maggioranza dei

siti radio base da parte di H3G e dell’acquisizione di clienti, marchio ed una

parte della rete mobile da parte di Wind. Le attuali frequenze DCS-1800 detenute

da Blu verranno restituite al Ministero delle Comunicazioni che provvederà a

riassegnarle in parti eguali ai tre operatori GSM rimasti, con 5 Mhz a testa.

Tim acquisterà Blu pagando una

quota di 18 milioni di Euro, comunque minima rispetto alla situazione patrimoniale

dell’azienda. Le condizioni preliminari del piano di acquisto comprendono la

dismissione verso tutti e quattro gli operatori interessati, l’assegnazione

senza oneri per Tim dei 5 Mhz di spettro aggiuntivi, l’assenza di decisioni

di qualsiasi Autorità che ostino al legittimo trasferimento del 100% delle azioni

e il prezzo minimo di acquisto di 18 milioni di Euro. Entro la fine del mese

di settembre verrà concluso definitivamente l’acquisto e Blu cesserà di esistere

come azienda a se stante.

Una volta completata l’operazione

di dismissione, le parti rimanenti di Blu verranno inglobate in Tim, ovvero

circa 830 siti, 1400 stazioni radio base, i sistemi informativi sviluppati,

il call center di Calenzano (Fi) e circa 700 degli attuali dipendenti. Ad ogni

modo l’intera operazione garantirà il mantenimento degli attuali livelli occupazionali

con la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro. Si conclude quindi, come

al solito durante il mese di agosto, sempre cruciale per il settore delle telecomunicazioni

italiano, la vicenda Blu, che ha visto per oltre un anno i vertici dell’azienda

cercare inutilmente un unico compratore, per poi ritrovarsi divisi tra quelli

che, fino a ieri, erano i propri concorrenti.

Con la scomparsa di Blu viene a

mancare il quarto operatore GSM italiano, lasciando anche molti dubbi sulla

effettiva capacità di affermarsi per altri operatori che non siano i tre già

radicati sul territorio. La sola H3G potrebbe prendere il posto di quarto operatore

mobile e potrebbe essere anche l’ultimo, quanto meno con una rete propria, a

presentarsi sul mercato italiano, viste le note vicissitudini dell’altro operatore

vincitore di licenza UMTS, IPSE 2000. Con la scomparsa di Blu cade anche l’obbligo

di avere 5 operatori UMTS, uno in più di quelli GSM, per cui se Telefonica e

Sonera dovessero decidere di abbandonare il mercato italiano, la società scomparirebbe

senza vedere riassegnata la licenza ad alcun altro gestore, lasciando di fatto

in Italia la presenza di quattro operatori mobili, senza contare naturalmente

la possibilità che nascano in futuro degli operatori virtuali UMTS.

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