Spamming - dopo i computer tocca ai cellulari

R
Redazione
Pubblicato il 13 apr 2000

Lo spamming, ossia l’invio di messaggi non richiesti

dall’utente, è destinato inevitabilmente ad approdare anche sui nostri

telefoni cellulari, tramite i messaggi SMS.

Negli Stati Uniti, dove questa pratica è

già diffusa da qualche tempo, un numero sempre maggiore di utenti lamenta

di aver ricevuto diversi messaggi di testo a carattere pubblicitario, senza

aver espressamente richiesto questo genere di invii.

Lo spamming sui telefoni cellulari è generalmente

meno tollerato rispetto a quello sulle caselle di posta elettronica: il telefonino

è una di quelle cose che l’utente tiene in tasca tutto il giorno e i

messaggi pubblicitari generalmente arrivano proprio quando si è più

impegnati. C’è da dire però che nel caso degli SMS ricevuti, questi

non portano ad un aumento della bolletta telefonica, a differenza dei messaggi

di posta elettronica, che a volte richiedono lunghe connessioni per essere scaricati

sul proprio computer.

In alcuni casi chi invia questi messaggi è

particolarmente aggressivo e prova decine di migliaia di numeri di telefono

al giorno, sicuro che molti degli annunci andranno a buon fine. La situazione

peggiora quando gli utenti ricevono dal proprio gestore un indirizzo di posta

elettronica collegato al numero di telefono cellulare (es. 123456789@tim.it),

i più incalliti arrivano a scrivere dei programmi che inviano lo stesso

messaggio email a più destinatari, che riceveranno poi una notifica SMS

sul cellulare.

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