Sempre più importanti i fornitori di contenuti

'Una ricerca della società specializzata Strand Consult ha mostrato che nel futuro del mercato della comunicazione mobile assurge a sempre

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Redazione
Pubblicato il 13 set 2002

Una ricerca della società specializzata

Strand

Consult ha mostrato che nel futuro del mercato della comunicazione mobile

assurge a sempre maggiore importanza la figura del content provider, ovvero

quell’azienda indipendente che fornisce contenuti da veicolare, poi, agli utenti

mobili. Questi servizi a valore aggiunto sono basilari per lo sviluppo del mercato,

visto che tutti gli operatori si aspettano di incrementare la percentuale di

entrate provenienti da servizi dati dall’attuale 12% al 30% nel 2005, fino a

giungere al 50% e più, nell’arco di pochi anni.

Per fare ciò vi è ovviamente bisogno

di un enorme numero di servizi, servizi che l’operatore da solo non può e non

è capace di fornire. Ecco entrare, quindi, in azione i fornitori di servizi

e contenuti, come l’esempio della Corea del Sud insegna. Nel paese asiatico,

infatti, proprio il connubio gestori-service provider, ha permesso un tumultuoso

aumento del mercato stesso, con un settore che è almeno 3 anni avanti al mercato

europeo. Ogni operatore ha sotto di se diverse centinaia di fornitori di contenuti

esclusivi, di ogni genere, nonostante il fatto che ogni service provider può

stringere accordi con un solo operatore. Il problema che i gestori coreani si

sono posti, e che hanno brillantemente risolto, era come fare a gestire così

tanti service provider ed i servizi che da essi derivano. La risposta è stata

la nascita di aziende apposite, spesso direttamente da un costola dei gestori

stessi, dette Master Content Provider, che gestiscono i contenuti di molti service

provider più piccoli e li offrono ai vari gestori.

Questa opera di intermediazione

ha fatto sviluppare velocemente il mercato, con fornitori di contenuti ed operatori

beneficiari di tale crescita. Il Master Content Provider è solo un negoziatore

tra il service provider ed il gestore. Per ogni contratto firmato l’MCP consegue

una certa cifra, dopo di ché tutte le entrate del servizio offerto vengono divise

tra service provider, il 90%, e operatore, il 10%. Oggi i vari operatori coreani

hanno da 5 a 10 MCP con i quali negoziare dei diversi servizi. Questo consente

di scegliere con maggiore efficacia i contenuti da offrire ai propri clienti

e di chiedere espressamente determinati servizi che poi l’MCP farà sviluppare

ad aziende collegate.

In Europa, invece, la figura dell’MCP

non esiste. Esiste al contrario il Mobile Application Service Provider, azienda

terza che vende i contenuti di service provider più piccoli. Le differenze basilari

stanno nella non esclusività del rapporto tra fornitore di contenuti ed operatore

e nel fatto che il MASP solitamente ottiene una percentuale delle entrate provenienti

da ogni servizio, stimabile a circa il 10-15%. Per un fornitore di contenuti

lavorare con un MASP può essere più semplice, visto che da la possibilità di

offrire i propri servizi a diversi operatori. Dall’altra parte la stretta correlazione

che c’è in Corea del Sud tra MCP ed operatore comporta il fatto che il gestore

stesso può accorgersi di un variato trend del mercato oppure può voler puntare

su un qualcosa che non appare ancora del tutto sviluppato e quindi fare richiesta

diretta all’MCP che, a sua volta, pescherà nell’ampio paniere di aspiranti service

provider per fornire il contenuto desiderato al gestore. L’importanza di capire

bene questo meccanismo, che in Corea del Sud è ormai assodato, potrebbe far

pendere la bilancia del successo o dell’insuccesso dei futuri servizi a valore

aggiunto, in Europa, da una parte piuttosto che dall’altra.

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