Sempre più convergenti i diversi media

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Redazione
Pubblicato il 8 mag 2001

Ormai siamo abituati ad utilizzare un gran numero

di dispositivi elettronici per migliorare le nostre capacità lavorative o semplicemente

per la vita di tutti i giorni. Il cellulare, l’agendina elettronica, il lettore

MP3, il lettore CD, fanno sempre più spesso comparsa nelle nostre tasche. Diventa

sempre più difficile trovare un posto per i prossimi eBook, macchine fotografiche

digitali, video giochi, radioline portatili, convertitori di valuta, GPS, traduttori

elettronici, etc.

Ma i giganti dell’elettronica di consumo hanno

in serbo la soluzione giusta per tutti: unire oltre una dozzina di diversi dispositivi

elettronici in uno solo. Convergenza. È questa la parola d’ordine. Le aziende

telefoniche stanno attraversando un periodo di crisi. Ericsson e Motorola hanno

deciso la chiusura di alcune fabbriche, Siemens il licenziamento di diversi

impiegati. Anche i grossi produttori di PC come Compaq ed HP si son trovati

di fronte un rallentamento delle vendite.

La soluzione di tutti i loro problemi potrebbe

essere il lancio sul mercato di questi nuovi dispositivi universali. I nuovi

PDA si stanno già avvicinando a questo obiettivo. Integrando un telefono cellulare,

un lettore MP3, eBook, giochi elettronici, Internet, e-mail, GPS, e la possibilità

di aggiungere una microcamera digitale. Non siamo ancora arrivati alla convergenza

completa, ma ci stiamo avvicinando a grandi passi. Nokia

ha da poco presentato il suo nuovo 9210 Communicator che contiene molte delle

cose descritte.

I nuovi Pocket PC di Compaq e HP si avvicinano

molto all’essere terminali multifunzione. Il problema è adesso far avvicinare

le due diverse idee finora scese in campo. Da una parte le compagnie telefoniche,

che vedono come centrale il traffico voce, dall’altra le compagnie informatiche,

che vedono come centrale il traffico dati. Sembra che finalmente le divergenze

si siano appianate, a tutto guadagno dei consumatori.

I nuovi terminali potranno quindi valersi delle

diverse esperienze delle aziende nei loro rispettivi campi. A livello software

vi è ancora una certa differenziazione tra le aziende telefoniche, perlopiù

indirizzate sul sistema operativo EPOC di Symbian, quelle di computer, che basano

la loro piattaforma sul sistema operativo di Microsoft Pocket PC, e gli outsiders

Palm OS e Linux. In questa confusione iniziale i consumatori hanno risposto

in maniera interlocutoria, attendendo sviluppi futuri. E questi sviluppi non

si faranno attendere.

Già possiamo contraddistinguere tre diverse categorie

di terminali. Quelli della prima classe saranno i più pesanti, grandi e probabilmente

costosi. Avranno grandi schermi a colori, risoluzioni quasi da PC portatile

e tastiere annesse, inoltre le telefonate potranno essere fatte impugnandoli

come un vero e proprio telefono. Di questa fascia faranno parte il Nokia 9210

e l’HP Jornada 720. La seconda classe comprenderà terminali dai larghi schermi,

perlopiù a colori, ma senza tastiera annessa, con touch screen e penna ottica.

La risoluzione sarà inferiore a quella dei terminali di prima classe, ma sarà

comunque di buon livello. Le telefonate dovranno essere fatte tramite auricolare.

Attualmente nessun dispositivo di questo

tipo è stato lanciato sul mercato, ma sono imminenti il Trium Mondo ed il Sagem

WA3050.

La terza classe comprende i cosiddetti Smart Phone.

Si tratta praticamente di terminali dalle fattezze dei cellulari attuali, solo

con molte più funzionalità e schermi più larghi. Possiamo considerare in questa

classe l’appena lanciato Ericsson R520 ed il futuro Sendo Z100. Ovviamente continueremo

a veder circolare telefoni come quelli attuali, ma saranno molto più rari.

I dirigenti delle case di produzione mettono l’accento

comunque sul fatto che ci sarà una differenziazione più marcata di utilizzo

dei terminali anche a seconda delle situazioni in cui ci si trova. Un utente

potrebbe ritenere inutile uscire la sera con gli amici portandosi dietro il

proprio terminale di prima fascia, ingombrante e costoso. Potrebbe ritenere

opportuno utilizzare un cellulare semplice, ma molto piccolo. Inoltre i terminali

multifunzione avranno ovvi limiti nella durata delle batterie, quantomeno inizialmente.

Anche l’attuale situazione di mercato contribuirà

alla vendita dei terminali futuri. In Europa ad esempio sono maggiormente diffusi

i terminali tipo Nokia 9110 o Psion, mentre in Giappone enorme è il successo

dei terminali i-Mode, negli USA invece i Palm dominano il mercato. Si dovrà

tener conto anche di queste differenziazioni nel lancio dei futuri prodotti.

Oltretutto da adesso in poi l’interesse degli operatori si concentrerà non più

sul numero effettivo di utenti, ma sul guadagno generato dal singolo.

Quindi sempre più servizi a valore aggiunto nel

più breve tempo possibile. Insomma si devono dare ai clienti motivazioni reali

per addurre un effettivo cambio di usanze. L’esempio lampante si ha con l’orologio.

Ormai tutti i cellulari hanno come funzione ora e data, ma questo non ha portato

nessuno dall’utilizzarli al posto dell’orologio. Non si dovrà fare il medesimo

errore con gli altri servizi.

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