Problemi di compatibilità per i Nokia americani

R
Redazione
Pubblicato il 5 apr 2001

Rischia di mettere in discussione la reputazione

sul mercato americano di Nokia, primo produttore al mondo di telefoni cellulari,

la notizia che circa il dieci per cento dei telefoni venduti dall’azienda finlandese

negli Stati Uniti avrà seri problemi di connessione, non appena i gestori

aggiorneranno le proprie reti alle nuove tecnologie di terza generazione.

Gli inconvenienti non riguardano un modello in

particolare: è probabile che alcuni dei telefoni Nokia della serie 2100,

5100 e 6100 potrebbero risultare incompatibili con le nuove reti mobili ad alta

velocità che gestori come Sprint PCS e Verizon Wireless prevedono di

lanciare a fine anno. Il portavoce di Nokia, Megan Matthews, ha dichiarato di

non essere in grado calcolare il numero esatto dei telefoni affetti dal problema,

ma ha stimato che questi modelli, circa venti in tutto, rappresentano il dieci

per cento dei cellulari utilizzati negli Stati Uniti. Sempre da Nokia è

arrivata la conferma che i modelli più recenti non andranno incontro

ad inconvenienti quando verranno utilizzati con le nuove infrastrutture.

Per il momento l’azienda produttrice non prevede

di richiamare in assistenza i telefoni difettosi, sperando di trovare in collaborazione

con i gestori una soluzione per apportare alcune modifiche alla reti, per renderle

pienamente compatibili con tutti i cellulari in circolazione. Sembraa

che all’origine dei problemi ci sia stata un’errata interpretazione da parte

di Nokia della tecnologia CDMA, uno degli standard di telefonia mobile impiegati

negli Stati Uniti. A poco è servito criticare lo standard CDMA, a detta

di Nokia nettamente inferiore al GSM, adottato dal 70 per cento delle compagnie

telefoniche di tutto il mondo.

Non è mancata la replica

di Perry LaForge, direttore esecutivo del CDMA Developers Group (il consorzio

che riunisce le aziende che lavorano alla tecnologia CDMA). ‘Il nostro standard

è valido – ha dichiarato LaForge – è un problema dell’azienda

produttrice’.

 

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