Problemi anche per i cellulari Internet i-Mode

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Redazione
Pubblicato il 20 dic 2000

Non ci sono dubbi sul successo riscosso dai servizi

i-Mode, l’equivalente giapponese del nostro WAP. Compagnie telefoniche ed aziende

produttrici di telefoni cellulari negli ultimi mesi hanno inviato i propri rappresentanti

in Giappone per comprendere le ragioni alla base del successo di i-Mode e trovare

idee in grado di incrementare i propri profitti.

Il fenomeno si è accentuato soprattutto

dopo la pubblicazione di alcune ricerche di mercato, da parte di stimate società

come la Forester e la Jupiter, riguardo il fallimento dei servizi WAP. Improvvisamente

per molti l’ i-Mode giapponese è diventato l’esempio da imitare per ottenere

una serie di servizi di accesso ad Internet per i telefoni cellulari vincenti

dal punto di vista commerciale.

Nonostante in Giappone il numero di utilizzatori

dei servizi i-Mode continui a crescere a ritmi vertiginosi, tanto da aver richiesto

alcuni mesi fa una temporanea sospensione

delle vendite dei nuovi telefonini, nemmeno questa tecnologia è priva

di difetti. Più di una volta i server di NTT DoCoMo, la compagnia telefonica

giapponese che gestisce i servizi i-Mode, sono andati in crisi lasciando gli

utenti nel panico per diverse ore, senza la possibilità di leggere la

posta, di controllare l’andamento del proprio portafoglio titoli o più

semplicemente di utilizzare servizi più futili come chattare con altri

utenti alla ricerca dell’anima gemella.

I guai non finiscono qui: i primi telefonini dotati

del supporto alle applicazioni scritte con il linguaggio Java sono stati ritirati

dal mercato giapponese dopo che ci è resi conto che non funzionavano

e avevano bisogno di un aggiornamento al software per eliminare parte degli

inconvenienti a cui andavano incontro. NTT DoCoMo è inoltre sotto inchiesta

da parte dell’ Antistrust, decisa a far luce sulle accuse di concorrenza sleale

nel settore delle telecomunicazioni, per avere monopolizzato il mercato dei

servizi Internet per i telefoni cellulari.

Anche in Europa, dove alcune compagnie telefoniche

si preparano a lanciare servizi Internet basati sull’ i-Mode le cose non vanno

meglio: in questo caso gli ostacoli non sono di tecnologici ma di natura legale.

Alcune società si stanno infatti contendendo in tribunale il diritto

all’utilizzo del marchio ‘i-Mode’, questo significa che ancora per alcuni mesi

difficilmente assisteremo al lancio di servizi i-Mode nel nostro continente.

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