Primi arresti per pornografia sui cellulari

R
Redazione
Pubblicato il 29 set 2000

Le leggi giapponesi non scherzano con chi distribuisce

pubblicamente materiale pornografico: le pene possono facilmente arrivare a

due anni di reclusione, con multe di quasi cinquanta milioni di lire.

Nei primi sei mesi dell’anno in questo paese sono

state arrestate circa 100 persone per reati connessi alla diffusione su Internet

di materiale pornografico e numerosi siti sono stati chiusi solo per aver inserito

un link a pagine contenenti materiale ‘vietato’.

I pornografi giapponesi più incalliti sembrano

essersi accorti di recente che i cellulari i-Mode del gestore NTT DoCoMo rappresentano

l’ultima frontiera per continuare la propria attività e diffondere o

recuperare immagini della peggior specie.

La scorsa settimana la polizia giapponese per la

prima volta ha arrestato due persone con l’accusa di aver distribuito attraverso

un telefono cellulare delle immagini pornografiche. Gli investigatori hanno

dichiarato che si trattava di una forma di pubblicità per spingere la

vendita di filmini erotici attraverso Internet.

La compagnia telefonica NTT DoCoMo ha naturalmente

ribadito la propria estraneità ad un utilizzo così lascivo della

propria tecnologia Internet per i telefoni cellulari, un servizio divenuto quasi

un’istituzione fra gli utenti giapponesi. Questi episodi hanno dimostrato purtroppo

l’inefficacia della politica adottata dal gestore di controllare i contenuti

dei siti accessibili attraverso i cellulari i-Mode.

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