Omnitel domani lancia Internet sul telefonino

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Redazione
Pubblicato il 27 mag 1999

Partirà domani in Italia il primo esperimento

al mondo di convergenza tra Internet, computer, telefonini come servizio di

massa. Si chiama Omnitel 2000, è una piattaforma già aperta a diversi operatori:

ieri l’azienda dei telefonini che fa capo al gruppo tedesco Mannesmann ha annunciato

il lancio dei primi 80 prodotti per la fine di giugno, ma altri 50 servizi (informazioni,

musica, economia tra gli altri) partiranno a settembre. In totale, da ottobre,

i servizi sareanno 150, fruibili da qualsiasi tipo di telefono attraverso una

piattaforma tecnologica che, per la prima volta, integra il riconoscimento vocale

e l’ipertesto, così da rendere reale la convergenza tra telecomunicazioni, internet

e media.

I primi due mesi dopo il lancio saranno utilizzati per affinare i servizi sul

campo per poi partire con il lancio commerciale ai primi di settembre. Omnitel

prevede di poter raggiungere entro la fine dell’anno 60 milioni di accessi.

I servizi di Omnitel 2000 saranno disponibili non solo ai clienti di Omnitel

che dovranno comporre il numero telefonico 2000, ma anche ad altri clienti di

gestori sia fissi che mobili. L’accesso "wap” sarà di 200 lire al minuto mentre

via voce ci sono vari livelli di tariffe (600, 1200 e 1800 lire).

“Si tratta di un’idea e tre tecnologie – ha spiegato l’amministratore delegato

di Omnitel Silvio Scaglia – e l’aspetto tecnologico più importante è il riconoscimento

vocale. Un grande passo avanti. Una piattaforma che metterà insieme tutto dalla

vita professionale a quella privata”. Nei primi tre mesi di attività, Omnitel

con il progetto 2000 pensa di raggiungere una clientela di 1,5 milioni di persone.

Sul fronte dei ricavi, Scaglia ha previsto “qualche decina di miliardi nel ’99”,

ed ha aggiunto che nel 2000 a Omnitel piacerebbe “aggiungere uno zero alle cifre

di quest’anno”.

Scaglia ha detto che l’investimento “virtuale” in Omnitel 2000 è di circa 100

miliardi, cifra che comprende le sinergie implicite di tutto quanto già esisteva

tecnologicamente nella società, con la previsione di raggiungere il “break even”

già nel 1999, un obiettivo definito dallo stesso scaglia “molto ambizioso e

trasgressivo”.

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