Oggi mi scarico un nuovo cellulare !

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Redazione
Pubblicato il 12 lug 2002

L’attuale mercato della telefonia

mobile è incentrato attorno al rinnovamento dell’hardware del terminale, mentre

il mercato dei PC è incentrato attorno al rinnovamento del software. Molte aziende

hanno ben pensato di portare il modello attualmente funzionante nel settore

PC anche in quello della comunicazione mobile. La visione futura di queste società

si basa sul Software Defined Radio (SDR).

L’SDR altro non è che la possibilità

di variare le funzionalità del terminale semplicemente aggiungendo nuovi tipi

di software. Quindi niente più problemi se ci si reca negli USA con un cellulare

che non è triband, basterà scaricare l’applicazione adatta per renderlo compatibile,

ma la stessa cosa vale se si vuole trasformare il telefonino in un terminale

CDMA, etc.

Le possibilità date dall’SDR sono

enormi. Il problema principale, attualmente, dei telefonini che supportano tale

standard è la pessima durata delle batterie. La richiesta energetica di tali

operazioni è, infatti, altissima. Vanu Bose, CEO di Vanu

Inc., azienda leader del settore SDR, afferma che ci vorranno da tre a cinque

anni per vedere telefonini basati sull’SDR. Nel frattempo, però, il sistema

potrà svilupparsi in altri ambiti, come quelli militari o di pubblico servizio.

Ad esempio per gestire i terminali mobili presenti nelle ambulanze, nelle auto

della polizia oppure nei mezzi militari.

Spesso la disomogeneità di soluzioni

elettroniche adottate dalle diverse agenzie statali porta a gravi ritardi in

caso di emergenze. Proverbiale è il caso, in campo militare, dell’invasione

americana dell’isola di Grenada, nel 1983. In quell’occasione i Marines ed i

Rangers, impiegati entrambi nell’operazione, non riuscirono a comunicare tra

di loro, a causa dei differenti standard adottati e dovettero gestire le comunicazione

sul campo tramite telefonate intercontinentali verso gli USA, che venivano poi

smistate alle truppe a Grenada. Da allora è stato creato il Joint Tactical Radio

System, che gestisce tutte le comunicazioni militari delle le Forze Armate USA.

Tornando al settore civile, non

può non essere di una grande utilità la possibilità di interoperabilità data

dall’SDR ai propri telefonini, senza più il timore che l’arrivo di una nuova

tecnologia possa rendere il terminale già obsoleto poco dopo il suo acquisto.

Il telefono diverrà qualcosa di molto più flessibile, si potrà trasformare in

un cellulare CDMA o GSM, a secondo del software utilizzato o, addirittura, in

un lettore MP3. Grandi sarebbero i profitti per chi gestirà tali aggiornamenti

e cambiamenti, che saranno anche alquanto economici per gli utenti, rispetto

al dover comprare un cellulare ex novo solo per quella data funzione desiderata.

Se i costruttori potrebbero non

apprezzare tale possibilità, che ridurrebbe notevolmente le vendite, si deve

far notare che il mercato dei PC funziona all’incirca allo stesso modo e le

vendite non sono mai calate in modo sensibile per questo motivo. In ogni caso

potrebbero essere le stesse case di produzione ad offrire un terminale base

e poi delle aggiunte via via più costose e complesse a seconda delle funzionalità

desiderate. Non esisteranno, inoltre, più problemi software e richiami per i

cellulari, che potranno essere facilmente risolti come si fa adesso con i programmi

dei PC, rilasciando delle apposite patch.

Gli stessi operatori temono l’SDR

per la possibilità che da di variare con facilità il sistema utilizzato e, di

conseguenza, questo vale soprattutto negli USA, il gestore stesso. Tutti gli

attori della catena del valore potrebbero avere dei benefici da tale soluzione.

Bisognerà vedere se effettivamente l’SDR sarà capace di imporsi realmente o

sarà solo uno dei tanti progetti campati in aria di questi ultimi anni.

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