Nuove polemiche per la Tat di Telecom Italia

R
Redazione
Pubblicato il 30 mar 2000

Riprendono le polemiche per le tariffe telefoniche

di Telecom Italia, quelle che dal novembre dello scorso anno hanno rivoluzionato

le abitudini degli italiani, introducendo la tariffazione a secondi nelle chiamate.

Nel passaggio al nuovo regime tariffario, che mandava

definitivamente in pensione il concetto di ‘scatto telefonico’, l’Authority

aveva stabilito che doveva essere rispettato il criterio di invarianza della

spesa e aveva utilizzato i dati forniti da Telecom Italia, basati sulle abitudini

degli italiani nel corso del 1998, per arrivare alla conclusione che la nuova

tariffa Tat non avrebbe influito negativamente sulle bollette degli utenti.

In base ai dati di Telecom Italia per il 1998,

il 48% delle chiamate fatte dagli italiani sono brevi (dove la Tat ha portato

un risparmio del 10% circa) e solo il 36% ha durata media, per le quali si è

avuto un aumento del 34%.

L’inchiesta è partita per una incoerenza

con i dati presentati da Telecom l’anno precedente, quando sosteneva che le

telefonate brevi erano il 35% e quelle di durata media il 49%. Possibile che

sia bastato un solo anno per far cambiare in modo così radicale le abitudini

degli italiani ?

L’Authority sembra voler andare in fondo a questa

faccenda e ha incaricato un’importante università italiana di verificare

l’attendibilità dei dati di Telecom, in attesa di quelli relativi alle

abitudini di consumo del 1999.

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