Nuove polemiche per gli operatori virtuali

R
Redazione
Pubblicato il 30 giu 2000

Non cessano le critiche dei gestori di telefonia

mobile verso gli operatori virtuali, cioè verso quelle società

che si sono dette interessate ad appoggiarsi in futuro alle reti delle società

di telecomunicazioni esistenti, per fornire alla clientela lo stesso genere

di servizi.

Le ultime polemiche sugli operatori virtuali, in

ordine di tempo, sono quelle di Roberto Colaninno e Enrico Casini, rispettivamente

i numeri uno di Tim e di Blu, che pretendono dal governo regole precise entro

il 31 luglio, cioè prima della pubblicazione del bando di gara e del

disciplinare dell’ UMTS.

‘Gli operatori, visto che gestiranno cifre enormi

sull’ UMTS – commenta Colaninno – è giusto che conoscano esattamente

quando l’ operatore virturale potrà iniziare a lavorare. È evidente

che questo ha una conseguenza diretta sul valore dell’ UMTS, se l’ operatore

virtuale iniziasse a lavorare domani è chiaro che il valore cadrebbe

in maniera straordinaria’.

‘Ritengo in ogni caso che sia fondamentale – aggiunge

Casini – sapere prima del 31 luglio e quindi prima del bando di gara che cosa

prevede la normativa per questi soggetti. Il valore della licenza dipende fortissimamente

da quello che verrà deciso’.

Gli amministratori delegati delle due compagnie,

benchè rivali, sono perfettamente d’accordo sui tempi da concedere a

chi si aggiudicherà le licenze UMTS prima di permettere l’ingresso degli

operatori virtuali. Sia Colaninno che Casini ritengono che sette-otto anni sia

il periodo di ammortamento minimo per gli investimenti che i gestori dovranno

sostenere.

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