Niente più antenne sui campanili delle chiese

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Redazione
Pubblicato il 6 mar 2001

La Chiesa italiana è stata chiara: l’installazione

su campanili delle antenne delle reti di telefonia mobile deturpa le chiese

e rischia di pregiudicare le attività di culto. Ennio Antonelli, segretario

generale della Cei (Conferenza episcopale italiana) è il firmatario di

una nota con la quale si invita i parroci a non cedere alle lusighe delle società

di telefonia mobile e a non installare sui tetti delle chiese e sui campanili

le antenne che garantiscono il corretto funzionamento dei cellulari.

La lettera inviata lo scorso dicembre da monsignor

Antonelli a tutti i vescovi responsabili di una diocesi e pubblicata nell’ultimo

numero del periodico dei sacerdoti italiani ‘Vita Pastorale’, parla delle chiese

come un bene religiosoculturale da tutelare contro qualsiasi cosa possa comprometterne

l’integrità, deturparne l’aspetto o pregiudicarne la fruizione.

I gestori non avranno più la possibilità

quindi di sfruttare gli edifici di culto per installazione delle proprie antenne,

una pratica diffusa nei piccoli paesi ma anche nelle periferie delle grandi

città, che aveva consentito a molti parroci di poter disporre di nuove

risorse grazie ai canoni di affitto pagati dalle campagnie telefoniche.

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