Nessuna Black List in comune per i cellulari rubati

R
Redazione
Pubblicato il 28 ago 2001

Il furto del proprio cellulare è

una esperienza alquanto traumatica. Non solo si perde il proprio terminale,

con conseguente danno economico, ma anche tutti i numeri in rubrica ed il fastidio

di doversi fare ridare la SIM dal gestore. Eppure, il sistema GSM è nato con

un’applicazione che avrebbe permesso di scongiurare tutto ciò. Tramite il numero

IMEI, infatti, presente in ogni cellulare GSM, si può facilmente risalire al

reale proprietario del telefonino, visto che gli IMEI dei telefoni rubati dovrebbero

essere messi in un’apposita lista paneuropea, detta Black List.

Il condizionale è d’obbligo, visto

che, sebbene la creazione della lista sia stata già decisa da due anni e addirittura

era già stata indicata la sede materiale dell’ufficio preposto, a Dublino, nulla

si è concretamente realizzato per porre un freno ai continui furti. Solo lodevoli

iniziative isolate, come quella di Omnitel Vodafone in Italia, che da qualche

tempo ha attivato una propria Black List, nella quale si può indicare il proprio

cellulare smarrito o rubato. Proprio grazie a questa lista, alcuni giorni fa

è stato individuato un signore che stava utilizzando un cellulare rubato con

la propria SIM Card. Il protagonista si è detto inconsapevole del fatto, ma

adesso dovrà giustificarsi davanti alle autorità penali.

Si tratta, purtroppo, di un caso

realmente raro, visto che solo Omnitel ha una Black List e, soprattutto, che

moltissimi utenti non conoscono neanche l’esistenza di una possibilità del genere.

Spesso, una volta subito il furto del proprio cellulare, non si fa null’altro

che maledire la malasorte e comprarne un altro. Si deve, invece, compilare un

apposito modulo, per ora solo con Omnitel, dove si indicano i riferimenti al

proprio telefonino. Anche per questo motivo è consigliabile segnare sempre il

proprio IMEI su di un foglietto da portare sempre con se, in modo da poter intervenire

prontamente in caso di furto.

Gli altri gestori si dichiarano pronti

a realizzare la propria Black List ma, per ora, latitano. Inoltre, non basta

creare quattro Black List indipendenti, ma, bensì, si dovrebbe stilarne una

comune, in modo tale da rintracciare subito il terminale rubato. Il problema

principale all’attuazione di tutto ciò è la riluttanza delle compagnie a fornire

dati riservati sui propri clienti agli operatori concorrenti. Non si riesce

a trovare un accordo in materia ed intanto i ladri non incontrano alcun ostacolo.

Ma, se pure si riuscisse, a prezzo di enormi fatiche, a far trovare un punto

d’intesa tra i gestori italiani, rimarrebbe il problema a livello internazionale,

visto che moltissimi cellulari rubati in Italia finiscono all’estero. Tutti

si augurano che il problema possa essere presto risolto e che i ladri abbiano

così i giorni contati.

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