Mongoose, il cuore del prossimo Samsung Exynos

Spunta in rete anche un primo benchmark a single-core per la prossima release del SoC coreano.

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Redazione
Pubblicato il 4 apr 2015

Samsung continua a investire grandi risorse economiche nella ricerca e

sviluppo dei suoi processori. Stando all’ultima classifica pubblicata da

AnTuTu, l’ultimo dei suoi System on Chip – l’Exynos 7420 – è già il più

potente processore per device mobili sul mercato: ma a quanto pare

questo non basta. A Seoul si pensa già al prossimo modello. Tra non

molti mesi Samsung potrebbe iniziare a installare nei suoi dispositivi –

e perché no a vedere ad altri OEM – un nuovo SoC con un core appositamente modificato.

Il nome in codice del progetto è Mongoose (mangusta): si tratterebbe di

un Exynos i cui core non sarebbero Cortex-A72, ma di tipo diverso,

appositamente progettati da Samsung per questo nuovo SoC, con clock in

grado di picchi da 2,3 GHz. Attenzione perché non c’è nulla di

confermato. Si tratta solo di chiacchiericcio online – una notizia

spuntata qualche ora fa sul social network cinese Weibo – eppure la

stessa fonte fa riferimento anche ad un primo benchmark, un punteggio

Geekbench realizzato con un test su di un singolo core. La cifra si

aggirerebbe (il condizionale è d’obbligo) intorno al valore 2200.

Tuttavia, se il valore fosse confermato, significherebbe che questo

nuovo core “custom” è in grado di performance superiori del 45 per cento

rispetto al migliore Exynos attualmente esistente.

Samsung Exynos Mangoose

PrSamsung Exynos – Progetto Mangoose

 

Tutto ciò va preso col beneficio del dubbio. Un po’ perché la fonte potrebbe essere non del tutto attendibile, un po’ perché, anche le notizia fosse vera al 100 per cento, non sempre questi valori si traducono in performance eccellenti e al di sopra della norma. Ossia nella valutazione di un SoC oltre alla pura potenza di calcolo, bisogna sempre tenere presente diversi altri fattori: come il dispendio energetico, la GPU integrata, l’interazione tra i core, il loro utilizzo in base al compito da svolgere ecc.

Nel mondo dei dispositivi cosidetti handheld (smartphone, phablet,

tablet, ecc) la potenza del processore non è poi tutto. Poteva esserlo

forse un tempo – anzi sicuramente lo è stato – quando nel mercato dei

desktop pc e dei notebook Intel e AMD si facevano una guerre senza

tregua a colpi di MHz prima, e di core poi. Senza dubbio oggi il

dispendio di energia dei chip è diventato un fattore ugualmente

importante, da tenere in notevole considerazione. Eppure c’è da dire che

molto spesso, ancora oggi, chi è alla ricerca di un buon smartphone

continua a badare alle prestazioni del pezzo di silicio che si occupa

della gestione del device. Più è potente il SoC, più ci sembra di aver

fatto un acquisto sensato.

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