Ma è vera number portability ?

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Redazione
Pubblicato il 3 mag 2002

Finalmente, dopo anni di inutili

attese, parte anche in Italia il tanto agognato servizio di Mobile Number Portability,

ovvero la possibilità di cambiare gestore mobile mantenendo sempre lo stesso

numero. Ormai molti clienti avevano perso le speranze che gli operatori nostrani

potessero attuare tale servizio. Dopo mesi di rinvii, ritardi, sperimentazioni

più o meno riuscite, ecco finalmente giungere la number portability. Ma si tratta

proprio del servizio come lo si aspettava da anni?

Diamo una scorsa alle attuali offerte

dei quattro gestori per rendercene conto. Iniziamo con l’operatore che ha deciso

di non aderire alla fase iniziale della number portability e di rimanere solo

entità cedente, ovvero Omnitel Vodafone. I vertici dell’azienda, controllata

dal colosso inglese Vodafone, avevano già espresso diversi dubbi sulla possibile

attuazione della number portability nei tempi previsti, soprattutto per i noti

problemi legati alla presenza di alcune SIM ricaricabili, quasi tutte, in realtà,

su di una particolare piattaforma tariffaria che non consente un semplice passaggio

e non facilita le operazioni di portabilità.

Omnitel Vodafone ha così deciso

di essere solo gestore cedente, ma solo per i propri utenti con prefissi 340

e per quegli utenti con prefisso 347 seguito da 61 e 349 seguito da 71. In pratica

la grande maggioranza dei clienti Omnitel Vodafone non potranno variare gestore

almeno fino al 30 giugno, quando anche per gli altri clienti di operatori mobili

sarà possibile passare ad Omnitel Vodafone.

Detto ciò passiamo a chi la number

portability afferma di attuarla. La prima ad avviare una operazione di number

portability è stata Tim, che ha presentato il proprio servizio quasi

un mese fa, offrendo l’attivazione gratuita per chi lo avesse prenotato entro

il 30 aprile 2002. A partire da maggio, infatti, il servizio costa 10 Euro per

i clienti prepagati e 5 Euro per gli abbonamenti. Tim chiama la propria number

portability Additional Number e basta approfondire un pò il discorso

per capire il perché.

In pratica Tim attiva un nuovo

numero al cliente che passa a Tim da un altro gestore, trasportando il vecchio

numero sulla nuova SIM, numero che da questo momento in poi verrà utilizzato

solo per ricevere, mentre quando si chiamerà verrà utilizzato il nuovo numero

Tim. È comunque possibile trasportare il proprio numero su di una SIM Card Tim

già in proprio possesso. I tempi di attivazione per il servizio sono, secondo

Tim, nell’arco di 5 giorni.

Tutto sommato non si tratta di

una vera e propria number portability, visto che il vecchio numero sarà destinato

ad andare nel dimenticatoio. Oltretutto la presenza del CLI comporterà che si

chiamerà con un numero del tutto nuovo, senza la possibilità di farsi riconoscere

da chi abbia in memoria il proprio vecchio numero, idem per gli SMS.

A seguire è arrivata l’offerta

di Wind, detta Passa a Wind. Il servizio è già attivo per gli abbonamenti

e lo sarà dal 6 maggio per le ricaricabili. Tutti dovranno pagare il contributo

di attivazione, 10 Euro per i prepagati e 5 Euro per gli abbonamenti. I nuovi

clienti Wind verranno inseriti automaticamente nel programma WIP, a patto che

mantengano i livelli di traffico per i quali si aderisce a questa particolare

offerta. Il cambio di numero avviene nell’arco di 14 giorni lavorativi. Come

promozione per i nuovi clienti, fino al 9 giugno 2002, Wind offre un bonus su

traffico effettuato durante tutto il mese di giugno. Se si spendono 25 o 50

Euro di traffico voce nazionale verrà accreditato in seguito, entro il 31 agosto

2002, il 50% della spesa effettuata. L’offerta di Wind è certamente più vicina

di quella di Tim all’idea che ognuno di noi ha della number portability. Il

servizio ha una sola pecca, i 14 giorni lavorativi, che vuol dire quasi 20 giorni

reali, per l’attivazione. Certamente troppo tempo.

In ultimo abbiamo tenuto Blu.

Il quarto gestore sta per concludere la sua tormentata storia, visto che, ormai,

è imminente l’acquisto da parte di Tim. Eppure proprio il servizio di number

portability di Blu appare quello che segue la maggior parte delle direttive

messe a punto dall’Authority per le Telecomunicazioni. Per passare a Blu si

dovrà pagare 30 Euro, dei quali, però, 25 saranno caricati sulla nuova SIM Card,

se utente prepagato, oppure accreditati nella prossima bolletta in caso di abbonamenti.

In pratica il costo di attivazione è di 5 Euro. Inoltre a tutti i clienti che

passano a Blu il quarto gestore offre in regalo l’opzione Blu Evolution e la

segreteria virtuale Memory.

La cosa più interessante nell’offerta

di Blu sono i tempi di attivazione. I tempi richiesti, infatti, variano da un

minimo di 48 ore ad un massimo di 5 giorni, molto meglio dei quasi 20 di Wind

ed anche dei 5 certi di Tim. Resta, comunque, un azzardo passare a Blu in un

momento in cui gli stessi vertici dell’azienda sono incerti sul futuro della

società.

Per tutti i gestori per attivare

la number portability ci si dovrà recare in un punto vendita autorizzato a firmare

diversi moduli, scegliendo il nuovo profilo tariffario e le opzioni disponibili.

Inutile dire che l’intero credito non utilizzato presente sulle SIM Card prepagate

verrà perso. Solo Omnitel Vodafone dà la possibilità di congelare tale

credito, in caso in futuro ci si ripensi e si voglia tornare clienti del gestore

di Ivrea. Fino a settembre, infine, tutte le chiamate verso i numeri di clienti

che abbiano cambiato gestore rimarranno tariffate come se ancora fossero clienti

del proprio vecchio operatore. Da settembre poi le cose cambieranno e tutte

le chiamate avranno costi identici a seconda del gestore utilizzato.

Tutti gli operatori stanno preparando

o hanno già preparato dei servizi telematici per controllare con certezza di

quale gestore sia un certo numero. Apriamo una parentesi per tutti quei pionieri

che avessero ancora in utilizzo un numero ETACS. Moltissime di queste persone

non hanno finora cambiato telefono proprio a causa della impossibilità di cambiare

numero telefonico. Con l’avvento della number portability questa fetta di utenti,

molto amati dai gestori a causa degli alti volumi di traffico che generano,

si trovano nella possibilità di cambiare finalmente gestore e di passare al

GSM adesso, o all’UMTS tra qualche mese, senza cambiare numero.

Cade, quindi, l’ultimo baluardo

di monopolio del settore della telefonia mobile italiana. Concludendo questa

veloce disamina delle prime offerte di number portability non possiamo che renderci

conto di come si sia trovata una soluzione all’italiana, come tante volte già

accaduto nel nostro Belpaese. Sarebbe stato certamente meglio se i costi ed

i tempi di passaggio fossero stati identici da gestore a gestore e se soprattutto

i clienti prepagati potessero passare il credito residuo sulla nuova SIM Card.

Per ora il bimbo è nato un po’ menomato, ma dopo tanti anni di attesa rallegriamoci

che sia almeno nato.

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