Le cose vanno male e Motorola continua a licenziare

R
Redazione
Pubblicato il 12 ott 2001

La casa americana Motorola sta

affrontando uno dei periodi peggiori della propria esistenza. L’anno 2001 può

tranquillamente definirsi come annus horribilis per tutti i settori di interesse

della compagnia. In particolar modo quello telefonico, sia nelle infrastrutture,

che nei terminali, sta vivendo una crisi che sembra infinita.

Le perdite dell’ultimo periodo,

fino al 30 settembre, ammontano a 1.4 miliardi di dollari. La risposta della

compagnia a tutto ciò è, ormai, la stessa dei mesi scorsi, ovvero il licenziamento

di altri dipendenti. Stavolta a perdere il proprio lavoro saranno circa 7.000

persone, che, unite alle 32.000 tagliate finora, fanno arrivare a 39.000 i tagli

al personale decisi da Motorola in quest’ultimo anno.

Nonstante la situazione sia molto

difficile si intravedono tuttavia dei timidi segnali di ripresa nel settore

dei terminali, in particolar modo, Motorola ha affermato di aver venduto ben

1.5 milioni di cellulari GPRS e di aver aumentato la propria percentuale di

mercato dal 16% al 18%.

Tutto questo non ha purtroppo impedito

un aumento delle perdite e la necessità di operare tagli. In particolar

modo, dopo i noti fatti dell’11 settembre, la situazione economica negli USA

non è certo delle migliori, ma si è assistito ad un aumento delle vendite di

nuovi cellulari, di circa il 30%, dovuto all’effetto psicologico post-attentato.

Con la diffusione del GPRS, in

Europa e negli Stati Uniti, Motorola spera di riportare in alto i propri utili

e di evitare ulteriori sacrifici della propria forza lavoro, duramente provata

dalla crisi.

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