In America si studia il tasso di sostituzione

R
Redazione
Pubblicato il 13 nov 2000

Il numero dei nuovi abbonati per i gestori di telefonia

mobile starà anche calando, ma il tasso di sostituzione, cioè

la percentuale dei cellulari che sono acquistati da chi già è

titolare di un abbonamento (o di una prepagata) è in continua crescita,

a vantaggio dell’intero mercato.

Questo è quanto emerge da uno studio condotto

dalla Herschel Shosteck Associates, una società di consulenze di Washington

specializzata nel settore delle telecomunicazioni, che ha predetto che entro

il 2003 il tasso di sostituzione arriverà al 50%. In altri termini il

numero dei nuovi modelli acquistati da chi vuole sostituire il proprio telefonino

è destinato a superare le vendite dei cellulari acquistati dai nuovi

abbonati.

Lo studio mette in evidenza che dimensioni, peso,

design ed accesso ad Internet sono fra i fattori che stanno aiutando la crescita

del tasso di sostituzione fra gli abbonati. Conclusioni di questo tipo sembrano

confermare la visione che Nokia ha del mercato: solo qualche mese fa Matti Alahunta,

presidente della Nokia Mobile Phones, aveva predetto che nei prossimi anni il

tasso di sostituzione arriverà al 70-80 per cento.

Nella relazione della Herschel Schosteck Associates

emerge inoltre che i primi tre produttori di telefoni, Nokia, Motorola ed Ericsson,

stanno compiendo grossi sforzi per seguire i cambiamenti del mercato presentando

modelli dotati degli ultimi ritrovati tecnologici, ma non devono perdere di

vista la grande massa dei consumatori, se non vogliono essere sopraffatti da

produttori giapponesi come Sony e Matsushita.

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