I Paesi in via di sviluppo uno dei mercati chiave del futuro

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Redazione
Pubblicato il 14 ago 2001

I gestori ed i costruttori di cellulari

stanno cercando di superare in qualche modo il periodo di perdurante crisi,

visto il momento poco felice del mercato. Eppure continuano ad ignorare quasi

del tutto le potenzialità che potrebbero loro offrire i paesi in via di sviluppo.

Secondo una ricerca della società specializzata, Telecompetition, nel 2010 vi

saranno 729 milioni di utilizzatori di servizi dati mobili nei paesi in via

di sviluppo, non molti meno dei 796 milioni dei paesi occidentali. Ma la differenza

basilare risiede nel tasso di penetrazione. Mentre questo tasso si stabilizzerà

definitivamente nei paesi sviluppati nel 2004-2005, la penetrazione triplicherà,

fino al 2007, nei paesi emergenti.

In totale, la penetrazione di servizi

dati mobili, raddoppierà nei paesi in via di sviluppo fino al 2010. Questo vorrà

dire che nella sola Cina, ad esempio, nel 2007, vi saranno 75 milioni di utilizzatori

di servizi dati mobili, con una penetrazione, però, solo dell’6%, mentre nel

Regno Unito ed in Germania, vi saranno 88 milioni di utilizzatori, ma con una

penetrazione ai massimi livelli, vicina al 70%. In

realtà, nemmeno Telecompetition si aspettava dei risultati tanto incoraggianti

per i paesi in via di sviluppo. Ma, una volta comparati i dati, si capisce come

quel mercato sia uno dei più importanti per il futuro.

Vi è stata una certa tendenza, finora,

nel sottovalutare quei mercati dove fosse bassa l’incidenza di Internet, ritenendo

che senza un servizio dati dal telefono fisso, non si potesse neanche sviluppare

un servizio dati dal mobile. La ricerca dimostra che questo pregiudizio era

sbagliato. Lo studio si ferma al 2010, ma non è difficile immaginare che il

trend di crescita sia il medesimo anche in futuro. Non passerà molto tempo perché

i paesi in via di sviluppo diventino il primo mercato per i servizi dati mobili.

La ricerca ha anche sottolineato

che gli introiti pervenuti dai nuovi servizi a valore aggiunto, nei paesi in

via di sviluppo, ammonteranno a 128 miliardi di dollari nel 2010, contro i 190

miliardi di dollari dei paesi industrializzati. Mentre il traffico totale, voce

e dati, generato dai paesi in via di sviluppo, ammonterà a 2100 miliardi di

dollari, circa il 40% del totale di tutto il Mondo. I servizi che genereranno

tali introiti saranno di diversi tipi. Secondo Telecompetition, si tratterà

di un vero e proprio mix di servizi. I bisogni di questi paesi saranno alquanto

differenti dai nostri. Vista la mancanza di infrastrutture nel mondo reale,

queste potranno essere in parte corrisposte dai futuri servizi mobili. Inoltre,

tra i servizi maggiormente gettonati, ci sarà la Voice Over IP, ovvero la possibilità

di effettuare telefonate tramite Internet, col cellulare. Questo verrà incontro

anche alla cronica mancanza di linee fisse.

Una rete mobile è molto più semplice

e veloce da sviluppare rispetto ad una rete fissa. Di conseguenza anche i paesi

in via di sviluppo potranno godere dei benefici della nuova comunicazione mobile.

Inoltre, i costi dei terminali sono destinati a calare, consentendone una rapida

diffusione anche in questi mercati poveri. Ovviamente, gli introiti per singolo

utente, saranno minori nei paesi in via di sviluppo, rispetto ai paesi sviluppati.

Il punto cruciale della ricerca è, comunque, che gli utenti dei paesi in via

di sviluppo non pagheranno, per avere i servizi dati mobili, di più che se dovessero

usufruirne dal fisso.

Un altro punto importante è che il

traffico voce diventerà sempre meno rilevante nel computo totale del traffico

generato. Secondo Telecompetition, il loro approccio, nello studio, è stato

alquanto conservativo, nonostante ciò i risultati sono sorprendenti. Dalla ricerca

emerge anche, che i guadagni stimati, nei paesi in via di sviluppo, copriranno

completamente i costi delle licenze e delle infrastrutture 3G spesi in Europa.

C’è molto pessimismo in questo momento nei confronti del futuro della comunicazione

mobile, ma i dati sono incoraggianti e le opportunità da cogliere moltissime.

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