I dipendenti Blu in rivolta

R
Redazione
Pubblicato il 13 feb 2002

In quest’ultimo periodo si fa un

gran parlare della difficile situazione del quarto gestore mobile Blu, sull’orlo

dello smembramento da parte dei suoi azionisti, ma poco o nulla si è detto delle

migliaia di dipendenti che stanno col fiato sospeso, in attesa di conoscere

il destino del proprio posto di lavoro.

Spesso ci si dimentica che dietro

grandi aziende vi sono anche delle storie umane di persone con il sacrosanto

diritto di far valere i propri diritti e di essere giustamente corrisposti per

il lavoro che svolgono. Di certo uno dei lavori più sfiancanti ed impegnativi

è quello che avviene nei call center dei vari operatori, alle prese ogni giorno

con problemi dei clienti, lamentele e spesso insulti.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera

aperta di sfogo da parte dei dipendenti di uno dei maggiori call center italiani,

quello, appunto, di Blu, che si trova a Calenzano, alle prese anche loro con

le difficoltà insite nell’azienda che li ha finora avuto come dipendenti. La

parola finora va giustamente sottolineata, poiché pare che Blu si appresti a

chiudere proprio il call center di Calenzano, non rinnovando i contratti dei

suoi dipendenti che ivi lavorano. Ecco il testo integrale della missiva:

Questa mattina noi operatori del

Call Center Blu di Calenzano abbiamo appreso che i nostri contratti

di formazione lavoro non verranno riconfermati, nonostante soltanto

qualche mese fa ci era stato assicurato che il 97% dei contratti

sarebbero stati rinnovati. La notizia è stata comunicata circa

un’ora prima al Call Center di Palermo dal responsabile del personale,

Alberto Tagliaferro, il quale ha preferito recarsi nella sede

in cui la scadenza dei contratti avverrà a partire dal mese di

Giugno. La domanda nasce spontanea: perché non si è recato a Cadenzano,

visto che gli impiegati CFL che attendono la riconferma oggi non

si trovano a Palermo? Anche noi di Calenzano abbiamo diritto di

essere informati su ciò che sta accadendo e ciò che accadrà…

?

Blu: Il futuro che non c’era!?

Noi operatori siamo alla base del successo di Blu: abbiamo in

gran parte contribuito alla crescita dell’azienda ed al raggiungimento

degli obbiettivi prefissati. Siamo noi che abbiamo fin da subito

gestito i clienti avvalendoci di sistemi scadenti e pertanto incontrando

numerose difficoltà. Siamo sempre noi quelli che hanno dovuto

affrontare personalmente reclami, insoddisfazioni e polemiche

da parte dei clienti, difendendo a spada tratta la nostra azienda.

Ci siamo tutti resi disponibili ad orari massacranti, a straordinari

ad oltranza e, in certe occasioni, come per esempio il primo periodo

di start up, abbiamo sopportato anche cinque giorni consecutivi

di turno notturno. Ci siamo adattati senza polemiche a tutto questo

ed abbiamo, fin da subito, creduto nello spirito aziendale che

veniva alimentato dall’azienda stessa nel rispetto di una meritocrazia

che avrebbe premiato gli sforzi di ognuno di noi.

Alla luce di quanto sopra riportato,

chiediamo che la situazione venga resa nota. Fino ad ora si è

parlato soltanto della vendita di Blu e delle esigenze degli azionisti….

vogliamo cominciare a parlare di noi operatori ?!!

Non possiamo che aggiungere che

si tratta di una più che giusta protesta e che speriamo che chi di dovere la

prenda in giusta considerazione, per non fare in modo che, dalla mattina alla

sera, migliaia di dipendenti si trovino in mezzo ad una strada, dopo aver fatto

tanto per la crescita dell’azienda. Lo sfogo da parte degli operatori del Call

Center di Calenzano fa capire a quale livello di stress siano arrivati i dipendenti

di Blu, da mesi, ormai, senza alcuna prospettiva, ogni giorno illusi da vane

promesse, mentre i vertici dell’azienda tentano disperatamente di liberarsi

di Blu.

Forse sarebbe il caso che anche

il Governo si interessi a questa pantomima della vendita del quarto gestore

che sta andando avanti veramente da troppo tempo, gravando sulle spalle di persone

che, intanto, continuano integerrime a svolgere il proprio lavoro.

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