'Gonfiato' il numero degli abbonati i-Mode ?

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Redazione
Pubblicato il 2 feb 2001

Sembra proprio che i servizi basati sulla tecnologia

i-Mode, l’equivalente giapponese del nostro WAP, non stiano riscuotendo il successo

che la compagnia telefonica NTT DoCoMo vorrebbe far credere al mondo: il numero

degli utenti che in Giappone utilizza effettivamente il cellulare per gestire

la posta elettronica, leggere le ultime notizie o investire in Borsa potrebbe

essere sensibilmente inferiore a quello degli abbonati al servizio i-Mode. In

altre parole molti degli utenti che risultano essere abbonati a i-Mode continuano

ad utilizzare il cellulare esclusivamente per le telefonate.

Un dubbio di questo genere è venuto anche

a Phil Keys del Nikkei Internet Technology (NIT), che da tempo si chiedeva quali

fossero i motivi per cui i servizi i-Mode avevano avuto successo, mentre per

quelli basati sulla tecnologia WAP si parlava di fallimento commerciale. Dalle

ricerche condotte da Keys emerge che in Giappone molti rivenditori abbonano

automaticamente gli utenti ai servizi i-Mode non appena si presentano per l’acquisto

di un nuovo cellulare (il canone mensile di abbonamento base a i-Mode costa

circa 6 mila lire).

I negozianti sono incoraggiati ad attivare i servizi

i-Mode con una provvigione di poco più di 35 mila lire per ogni cliente

acquisito e, a detta di Keys, per non ritrovarsi abbonati bisogna specificarlo

espressamente al rivenditore.

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