Enel pronta a vendere Wind tra due anni

A margine dell'ultimo consiglio di amministrazione della società energetica Enel, che possiede il controllo del terzo gestore mobile Wind

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Redazione
Pubblicato il 16 set 2002

A margine dell’ultimo consiglio

di amministrazione della società energetica Enel,

che possiede il controllo del terzo gestore mobile Wind, i vertici dell’azienda

si sono detti possibilisti su di una graduale fuoriscita di Enel dal business

delle telecomunicazioni, ritenuto secondario per i piani industriali della società.

Wind è ancora in fase di start up e per questo sarà fortemente supportata da

Enel, quanto meno per i prossimi due anni, con forti possibilità di crescita

grazie all’avvento di servizi a valore aggiunto come gli MMS o all’implementazione

della rete UMTS.

‘Intendiamo concentrare le nostre

risorse – ha dichiarato l’amministratore delegato, Paolo Scaroni – nel mestiere

che sappiamo fare bene: l’energia, sia l’elettricità sia il gas. Faremo tutti

gli investimenti necessari per ridurre i nostri costi e migliorare l’efficienza,

con l’obiettivo di diventare il produttore più competitivo del mercato italiano.

Vogliamo crescere all’estero, ma solo se le opportunità che ci si presenteranno

saranno strategicamente coerenti ed economicamente attraenti. Crediamo che Wind

possa raggiungere l’indipendenza finanziaria in circa 2 anni e la sosterremo

fino a quel momento. Poi, in uno scenario che ci auguriamo più favorevole, valuteremo

tutte le opzioni. Enel continuerà a generare un considerevole flusso di cassa

che sarà utilizzato nell’esclusivo interesse dei nostri azionisti. In un settore

ad alta intensità di capitale come il nostro è importante mantenere un solido

equilibrio patrimoniale ed è nostra intenzione confermare la politica dei dividendi

fin qui effettuata. Sono convinto che la nuova strategia – ha concluso Scaroni

– darà ritorni molto interessanti per i nostri azionisti’.

Intanto la stessa Enel, valutando

l’attuale situazione di mercato, ha deciso di svalutare Wind per 1.511 milioni

di Euro, che vanno a figurare negli oneri straordinari dell’azienda. La svalutazione

di Wind deriva, secondo Enel, da una stima prudenziale del valore del business

telecomunicazioni, anche alla luce dei recenti andamenti dei mercati del settore.

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