Continuano le discussioni sul canone Telecom

R
Redazione
Pubblicato il 16 ago 2000

Sembra non volersi proprio placare l’ondata di

polemiche che in questi caldi giorni d’agosto ha travolto Telecom Italia per

la questione della leggittimità del canone di abbonamento per i servizi

di telefonia fissa.

Codacons, Aduc e Adusbef, le principali associazioni

dei consumatori italiane, chiedono a gran voce la sua abolizione e sostengono

che il canone era giustificato quando Telecom era l’unica società telefonica

presente sul mercato e quindi costretta a sostenere grandi investimenti per

portare i propri servizi anche nelle zone più remote del nostro paese.

Abolendo il canone, secondo l’opinione di queste associazioni, si permetterebbe

inoltre a tutti i gestori di competere ad armi pari sul mercato italiano.

Per Telecom Italia l’abolizione del canone non

è nemmeno da immaginare e i proventi che ne derivano non servono nemmeno

a ripagare le spese per la manutenzione della rete telefonica e i nuovi allacciamenti.

Anche Michele Lauria, sottosegretario alle Comunicazioni, si schiera dalla parte

dell’ex-monopolista, sostenendo che dal punto di vista legislativo le pretese

di Telecom Italia sono incontestabili.

La soluzione migliore per i consumatori, a detta

delle associazioni dei consumatori, sarebbe quella di abolire il canone e permettere

alle compagnie telefoniche di recuperare il mancato introito con un leggero

aumento delle tariffe telefoniche. In questo modo le proposte commerciali dei

gestori sarebbero più trasparenti e gli utenti a basso traffico, quelli

che effettuano poche telefonate nell’arco del mese, ne ricaverebbero sicuramente

un beneficio.

Non perderti neanche un'offerta: risparmia con il nostro canale Telegram
Seguici su Telegram
Ti consigliamo anche