Blu rischia la liquidazione

R
Redazione
Pubblicato il 7 feb 2002

Si fanno frenetiche le trattative

per evitare la messa in stato di liquidazione di Blu da parte dei suoi azionisti.

Dopo l’ennesima fumata nera, con la mancanza di una vera offerta da parte di

qualche azienda interessata all’acquisto, si fa sempre più minacciosa la possibilità

che Blu venga liquidata. A rivelarlo è un portavoce di British Telecom, che

possiede il 29% dell’azienda.

Lo stillicidio di Blu è cominciato

dopo il fallimento nella gara per l’UMTS nell’ottobre del 2000. Da allora la

ricerca di un acquirente per la società si è rivelata una missione impossibile.

Finora, nei mesi precedenti, le richieste di interesse per Blu sono provenute

dagli altri cinque operatori mobili presenti in Italia. Di questi, però, H3G,

Omnitel Vodafone e Wind, si sono dette interessate a comprare solo una parte

dell’azienda, mentre Ipse 2000, che pareva la società in pole position, sta

attraversando un periodo di crisi interna, dovuta alla diversa visione del futuro

dell’azienda da parte dei vari azionisti.

L’offerta più seria e per l’intera

azienda è quella fatta da Tim, ma anche in questa operazione vi sono stati dei

blocchi. In primis da parte dell’Unione Europea, che non vedeva di buon occhio

una concentrazione di tale portata, in un solo paese, da parte di un operatore

mobile, per lo più a partecipazione statale, mentre Wind, che pareva potesse

essere interessata ad un acquisto globale, è stata frenata dalle dichiarazioni

del Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, che ha affermato che sarebbe

alquanto inopportuno se Wind, nella quale Enel, azienda statale, detiene la

maggioranza, comprasse un altro operatore mobile.

Si è giunti così all’attuale fase

di stallo, che fa prevedere la fine peggiore per Blu. Unica opzione percorribile

potrebbe essere lo smembramento dell’azienda., ma la vendita delle frequenze

GSM è proibita per legge dallo stato italiano e dovrebbe essere variata la legislazione,

il che comporterebbe un’attesa minima di sei mesi, troppi per tutti gli azionisti

di Blu. Ci sarebbe la possibilità di vendere in blocco a Tim e lasciare l’operatore

mobile posseduto da Telecom Italia a controbattere alla UE, ma l’offerta di

acquisto da parte di Tim sarebbe di soli 500 milioni di Euro, a fronte di un

valore stimato di Blu di oltre un miliardo di Euro. Insomma la situazione è

realmente critica e le vie di uscita possibili sembrano veramente pochissime.

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