Blu abbandona la gara per le licenze UMTS

R
Redazione
Pubblicato il 24 ott 2000

Blu ha alzato ieri mattina bandiera bianca, annunciando

il proprio ritiro dalla gara per l’assegnazione delle cinque licenze UMTS. A

meno che non si decida di annullare la gara per turbativa d’asta, nel caso si

riuscisse a dimostrare che Blu aveva deciso di ritirarsi ancor prima dell’inizio

della fase dei rilanci, il governo si ritroverà ad incassare ‘solo’ 23.550

miliardi (più altri 3.200 che i gestori nuovi entranti Ipse e Andala

dovranno corrispondere per aggiudicarsi uno spettro di frequenze aggiuntive),

un risultato ben al di sotto delle aspettative della classe politica, da mesi

impegnata in accesi dibattiti sulla destinazione dei proventi dell’ UMTS.

Alle 22 di ieri sera i lavori del Comitato dei

ministri per l’ UMTS erano ancora in corso, senza che venisse indicata una soluzione

alla questione dell’asta, che dopo la rinuncia di Blu non è stata comunque

dichiarata conclusa, ma solo sospesa, dal momento che il disciplinare di gara

prevede che un concorrente possa abbandonare il tavolo dei rilanci non presentandosi

per tre sedute di seguito o chiedendo tre pause. Allo stato attuale la graduatoria

è ferma alla decima tornata, con Omnitel in testa con 4.740 miliardi,

seguita da Ipse (4.730 miliardi), Wind e Andala (4.700), Tim (4.680) e Blu (4.490).

In un comunicato Blu, dopo aver annunciato il proprio

ritiro, ha dichiarato che ‘continuerà ad investire nella comunicazione

mobile puntando a crescere nel GSM e nel GPRS’, presentando una serie di servizi

innovativi. Sembra comunque una soluzione di ripiego per un gestore che sin

dall’inizio delle proprie attività commerciali si era presentato con

una serie di proposte tariffare non eccessivamente competitive se raffrontate

con quelle della concorrenza, lasciando intendere di voler attendere l’arrivo

della telefonia di terza generazione per influenzare concretamente il mercato.

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