Arrivano i telefoni autoaggiornanti

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Redazione
Pubblicato il 9 mar 2002

Uno dei maggiori fastidi al quale

gli attuali possessori di cellulari devono sottostare è il periodico aggiornamento

del software del proprio telefonino. I motivi di tali aggiornamenti continui

sono da ricercare nell’attenzione posta da un certo tipo di clientela, molto

esigente a riguardo, e nel bisogno di eliminare alcuni errori di programmazione,

detti bugs, presenti nella precedente versione software del telefono.

Attualmente le opzioni per aggiornare

tale software sono due, recarsi in un centro specializzato oppure, ma solo per

pochi terminali, effettuarlo da casa, inficiando spesso la garanzia e incorrendo

altrettanto spesso in problemi di varia natura. La società Bitfone

Corporation ha messo a punto un rivoluzionario terzo sistema, che consiste

nell’aggiornamento automatico tramite la rete mobile. Non vi sarà, quindi, più

bisogno di portare il cellulare in assistenza o di smanettarvi, con il rischio

di rovinarne le funzionalità, basterà ricevere direttamente dal proprio operatore

il nuovo aggiornamento via radio, in qualunque posto ci si trovi.

A permettere tale innovativo procedimento

sarà un apposito software, chiamato mProve. Con questo programma si potranno

risparmiare tempo e denaro, sia per gli utenti, sia per gli operatori, sia per

i costruttori. Sunil Marolia, direttore marketing di Bitfone, afferma che tale

procedura avviene tramite l’installazione nel terminale di un software detto

mProve Agent. Tale agente verrà utilizzato come una testa di ponte per gestire

il nuovo software da inserire nel terminale e portare a termine con successo

l’aggiornamento.

Nessun cambiamento hardware è necessario

nel telefono da aggiornare, semplicemente basterà inserirvi il mProve Agent,

che potrà funzionare sia nei nuovi terminali, sia in quelli già in commercio,

nei quali potrà essere immesso in occasione di un nuovo aggiornamento. mProve

funziona indipendentemente dal sistema operativo utilizzato dal terminale, visto

che semplicemente legge il codice sorgente e lo decodifica. Il tempo che impiega

ogni aggiornamento effettuato con mProve dipende, ovviamente, dalla grandezza

del software da inserire. Orientativamente il programma è ottimizzato per fare

in modo che ogni aggiornamento non impieghi più di pochi minuti per essere effettuato.

In occasione del 3GSM

World Congress di Cannes è stata effettuata la prima prova in pubblico di

aggiornamento di un terminale telefonico con mProve, perfettamente riuscita,

anche se l’ammontare dei dati immessi nel terminale è stato di soli 20 kb. Il

tutto avviene senza dover in alcun modo espandere la memoria del cellulare,

grazie alla soluzione software messa a punto da Bitfone. L’operazione sarà effettuata

prevalentemente dagli operatori, sui quali ricade la scelta di come presentare

gli eventuali aggiornamenti agli utenti.

Bitfone raccomanda fortemente di

mettere al corrente i clienti dell’inizio di una procedura di aggiornamento,

anche perché durante tale operazione il telefono risulterà inutilizzabile. Rendere

visibile l’aggiornamento sarà, quindi, pressoché indispensabile. Inoltre dovrebbe

essere possibile poter essere avvistati preventivamene, magari via SMS, del

momento nel quale avverrà l’aggiornamento, con la possibilità di scegliere se

effettuarlo o meno. Sebbene l’implementazione di mProve sia possibile anche

su moltissimi dei cellulari attualmente in commercio, Bitfone propende per inserire

il proprio software soprattutto nei nuovi terminali, sempre più complessi e

sempre più bisognosi di constante aggiornamento. Resta, comunque, la piena compatibilità

con moltissimi terminali 2G, 2.5G e con quelli 3G.

Attualmente Bitfone sta discutendo

con vari costruttori per implementare il proprio mProve in alcuni terminali

di nuova generazione. Ancora non è dato sapere il momento nel quale sarà possibile

effettuare una tale operazione, ma si tratta, certamente, di un’innovazione

non indifferente, che farà felici moltissimi possessori di telefoni cellulari,

stremati dai continui pellegrinaggi nei centri assistenza.

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