Arriva il cellulare ad energia solare

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Redazione
Pubblicato il 12 lug 2001

Il Fraunhofer Institute, di Friburgo

in Germania, ha presentato i primi prototipi di terminali mobili ad energia

solare. I prodotti potrebbero entrare in commercio entro i prossimi tre anni.

L’obiettivo del Fraunhofer Institute è quello di produrre batterie solare

di dimensioni molto ridotte, in modo tale da consentire un utilizzo continuativo

di ogni dispositivo mobile, al contrario di ciò che avviene adesso, visto che

proprio le batterie sono l’anello debole del settore.

Alla conferenza Intersolar, tenuta

a Friburgo, è avvenuta la presentazione dei primi due prototipi ad energia solare.

Si tratta di un PDA Casio e di un telefonino Siemens. Il modulo solare di ricarica

è posto sulla parte superiore del cover dove sono riposte le batterie ricaricabili.

Secondo gli scienziati del Fraunhofer, un terminale così prodotto costerà circa

100 dollari in più di uno normale.

L’efficienza di queste nuove celle

solari è molto alta. Anche un leggero riverbero carica il dispositivo, così

come la luce di una lampada. Il prossimo obiettivo è produrre una cella solare

per un palmare con schermo a colori, notoriamente dalle esose richieste in termini

di energia. Sebbene, spesso, l’Istituto lavori a stretto contatto con diverse

aziende, la tecnologia appena descritta è ancora di sua proprietà, si sta cercando

ora un produttore che possa lanciarla commercialmente sul mercato. Secondo gli

scienziati del Fraunhofer, deve essere messa a punto la parte meccanica, per

il resto si potrebbe immettere sul mercato la tecnologia entro un anno.

Al progetto sono interessate sia

aziende produttrici di terminali, sia aziende che producono accessori. Al Fraunhofer,

però, hanno sviluppato anche un altro tipo di batterie, che funzionano grazie

ad una minicarica di idrogeno. Le batterie ad idrogeno durano fino a 10 volte

in più rispetto a quelle attuali. Il costo non è un problema, visto che l’idrogeno

costa molto meno degli altri tipi di componenti attualmente utilizzati per le

batterie, come Ni-MH o Litio. Non è nemmeno più un problema la condensa, che

si formava a causa dell’evaporazione dell’idrogeno, mentre veniva utilizzato

dal dispositivo, che poteva anche causare umidità, visto che al Fraunhofer hanno

messo a punto un meccanismo che trasforma la condensa in aria. Il vero problema

è ricaricare le batterie ad idrogeno scariche. Ricaricare idrogeno non è certo

semplice come fare benzina. Questo, secondo gli scienziati del Fraunhofer è

l’ostacolo principale all’avvento di massa delle batterie ad idrogeno.

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