Antenne a rischio nelle città italiane

R
Redazione
Pubblicato il 29 giu 1999

Il sistema telefonico italiano è sull’orlo

di una crisi. A lanciare l’allarme sono i responsabili dello sviluppo delle

reti dei tre gestori (Tim, Omnitel e Wind) che affermano che se non si avrà

una inversione di tendenza, utilizzare un telefono cellulare in Italia diventerà

impresa sempre più difficile. Gli oltre 6000 miliardi di investimenti

stanziati dalle tre compagnie telefoniche per il potenziamento delle reti vengono

spesi con grandi difficoltà. La causa principale di tutti i problemi è

il decreto Ronchi che alla fine del ’98 ha stabilito i limiti alle emissioni

elettromagnetiche per gli impianti di trasmissione, limiti molto più

restrittivi di quelli stabiliti dall’ Unione Europea e da altri paesi industrializzati.

A complicare la situazione sono poi intervenuti alcuni Comuni, che hanno ulteriormente

abbassato la soglia di tollerabilità dell’inquinamento elettromagnetico.

Nelle grandi città la situazione è

drammatica, la tecnologia Dcs 1800, quella utilizzata dai nuovi cellulari Dual

Band, necessita di un numero maggiore di stazioni base e le norme del decreto

Ronchi stanno ritardando in maniera significativa la diffusione del sistema

che aveva proprio il compito di decongestionare le reti urbane. Se da un lato i gestori temono compatti per la

qualità del proprio servizio, alcuni proprietari di immobili si stanno

arricchendo. Sono infatti più che quadruplicati i canoni di affitto per

la concessione di spazi dove installare le antenne della rete cellulare.

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