Ancora proteste dai dipendenti di Blu

R
Redazione
Pubblicato il 21 feb 2002

Continua la battaglia dei dipendenti del quarto

gestore mobile, sull’orlo della liquidazione, per mantenere il proprio posto

di lavoro. La mobilitazione degli oltre 2.000 dipendenti è, ormai, quasi totale,

con gli impiegati dei due call center, uno a Palermo ed uno a Calenzano, in

prima linea.

Le richieste dei dipendenti di Blu sono chiare:

evitare la liquidazione della società, promuovere la vendita ad un altro gruppo

italiano o straniero in blocco, chiedere intervento del Ministro delle Comunicazioni

Maurizio Gasparri per evitare tale scenario di dismissione.

Naturalmente è molto più semplice per l’attuale

composizione azionaria vendere Blu a pezzi o liquidarla del tutto, ma si deve

tenere conto del sacrosanto diritto conseguito dai dipendenti del quarto gestore,

che hanno contribuito in massima parte all’espansione dell’azienda ed alla sua

attuale valutazione economica.

Forse, addirittura, se avessero lavorato peggio,

adesso Blu varrebbe molto di meno e, forse, sarebbe stato possibile trovare

un gruppo od una società disposta ad acquistarla in toto. Invece l’ottimo lavoro

di tutti gli impiegati di Blu ne ha fatto una realtà a livello nazionale, con

un valore tale da trovare difficilmente un unico compratore, in un periodo difficile

come quello attuale per il settore della comunicazione mobile.

Riceviamo e pubblichiamo l’ennesimo grido di protesta

dei dipendenti di Blu, sperando che chi di dovere faccia il possibile per scongiurare

il licenziamento di migliaia di persone.

Lettera aperta dei dipendenti

di Blu

Blu è un’azienda di telefonia

mobile nata su iniziativa di società che fanno capo a: Autostrade,

Mediaset, Benetton, BNL, Caltagirone, Italgas, British Telecom

e Distacom. A seguito di un bando di gara pubblico indetto con

l’obiettivo di sviluppare la concorrenza ed ottimizzare i vantaggi

per i consumatori, nel 1999 Blu ha ottenuto la licenza per l’esercizio

del servizio radiomobile GSM.

L’assegnazione della licenza ha

comportato per Blu l’assunzione di specifici obblighi, tra i quali:

la costruzione della rete radiomobile per garantire una copertura

graduale del territorio nazionale, l’inserimento di personale

qualificato, la realizzazione di investimenti (creazione di infrastrutture

tecniche e commerciali), la qualità dei servizi di telefonia offerti.

In soli due anni di vita, Blu è riuscita ad affermarsi in un mercato

fortemente concorrenziale ed a distinguersi per un’immagine dinamica

ed innovativa. In particolare, Blu è oggi una realtà economica

e sociale creata grazie alle competenze e alla tenacia dei dipendenti

(meno di 100 a gennaio 2000, diventati più di 1.900 a gennaio

2002) e del management, che si caratterizza per: circa 2 milioni

di clienti e più del 10% del mercato delle nuove attivazioni;

un marchio conosciuto da circa l’85% degli italiani; una capillare

rete commerciale; una copertura radio della popolazione in linea

con gli obblighi di licenza; infrastrutture di rete tecnologicamente

all’avanguardia distribuite nel territorio nazionale; un livello

di customer satisfaction superiore alla media del mercato; un’offerta

di servizi che hanno fatto di Blu un marchio leader nell’innovazione

e nella qualità dei servizi offerti.

Questi risultati, il valore dell’azienda

e le opportunità legate anche all’imminente introduzione della

Mobile Number Portability (la possibilità per i consumatori di

cambiare gestore senza modificare il proprio numero di telefono)

non giustificano gli attuali scenari di cancellazione di Blu dal

mercato, che si verificherebbero sia nell’ipotesi di smembramento

che di messa in liquidazione dell’azienda. Inoltre, queste due

ipotesi non si conciliano con gli impegni presi dall’azionista

di riferimento (Benetton) al momento del suo ingresso nell’azionariato

di controllo di Telecom Italia.

La cessione di Blu garantendo

il “mantenimento dell’indipendenza, dell’efficienza economica,

del valore commerciale e competitivo” dell’azienda era, infatti,

una delle condizioni imposte dall’Antitrust Europea per consentire

l’intera operazione. Queste considerazioni, unite all’impegno

ed alla professionalità che tutti noi abbiamo espresso in questi

due anni di vita di Blu, ci danno il diritto e il dovere di chiedere:

1. il mantenimento di Blu come

quarto gestore di telefonia mobile;

2. la possibilità per Blu di continuare il proprio sviluppo in

un mercato realmente competitivo, cogliendo le opportunità offerte

dall’introduzione della Mobile Number Portability;

3. il mantenimento degli impegni nei confronti degli oltre 2 milioni

di clienti;

4. la salvaguardia dei circa 2000 nostri posti di lavoro e del

patrimonio professionale espresso;

5. la tutela delle migliaia di posti di lavoro generati da Blu

nell’indotto.

In conclusione, chiediamo che

nella prossima assemblea degli Azionisti venga definitivamente

scongiurata l’ipotesi di messa in liquidazione dell’azienda, si

trovi una soluzione che accolga le nostre richieste e venga fatta

chiarezza sul futuro dei dipendenti di Blu.

I dipendenti di Blu

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